Non sappiamo bene se certi politici ci sono o ci fanno. Il presidente dell’associazione UniVerde, Alfonso pecoraro Scanio (toh, chi si risente! Ma non era scomparso?) ha fatto girare sul web una sua dichiarazione/petizione con cui lancia un’idea (vedi www.chnage.org): chiede che l’isola di Budelli diventi di proprietà comune. “Budelli è stata venduta a un prezzo irrisorio per un’isola di 1,60 km2 con oltre 12 km di costa – afferma il nostro ex ministro – certamente dovuto ai rigorosi vincoli ambientali apposti per tutelare proprio l’unicità della spiaggia, un patrimonio unico al mondo. Il parco nazionale della Maddalena, ai sensi della Legge Quadro sulle Aree Protette (la legge n. 394 del 1991), può esercitare entro 90 giorni il diritto di prelazione, decidendo di comprare per lo stesso importo questo gioiello. Fino al 31 dicembre una norma impedisce agli enti pubblici di comprare immobili, persino nel caso in cui riescano a raccogliere donazioni private. Eppure, se al parco fosse consentito di promuovere una raccolta di fondi con la garanzia di acquisire davvero al patrimonio pubblico l’isola di Budelli, potremmo essere in tanti a contribuire”. Anzi ha pure lanciato slogan “ Per questi motivi ha deciso di lanciare l’appello #salviamobudelli su Change.org”. Ma quanto interesse! Tutti vogliono salvare tutto. E ci spieghi cosa vuol dire ‘bene comune’. Debbo dire che l’ex ministro, com’era insignificante quando era al governo, lo è tuttora. A parte il fatto che quello che ha detto lo sappiamo tutti da almeno vent’anni, perché i maddalenini, vivaddio, non sono una tribù di Papuasi (con tutto il rispetto …) che vanno in giro ancora con le ossa al naso, mi chiedo con quale scusa andrebbe a chiedere agli Italiani dei soldi – ossia dei soldi sudati, suppongo, a meno che non sono ex ministri imboscati da qualche parte – pari a 2,94 milioni per acquisire l’isolotto di Budelli. E per comperare cosa? 1,60 kmq di terra ineluttabilmente intoccabile? Diritto di prelazione? Su cosa, di grazia? Su un territorio che è del signor Michael Harte solo ‘de nomine’? Non ci sembra il caso di parlarne. Lasciamo pure che il nuovo padrone neozelandese paghi la sua quota agli ex proprietari e lasci il sig. Morando dov’è, tanto più di questo non potrà fare. Se noi – sì, anche noi isolani – siamo certi come siamo che a Budelli non si potrà mai mettere un mattone, che non si potrà modificare alcunché, che possiamo andare a Cala Rotu solo su una passerella di legno per vedere e fotografare e per non asportare la preziosa sabbia rosa, che ce ne frega se il terreno è proprietà di X o di Y. Ci piacerebbe di più capire perché proprio Cala Rotu, specie d’estate, venga visitata quotidianamente da ‘estranei’ che non solo approdano sulla spiaggia, ma fanno anche solenni bagni nello specchio acqueo entro i limiti rigorosamente stabiliti. Il signor ex ministro, dunque, si preoccupi di far eliminare, tramite il suo sito o cos’altro possiede per esprimere le sue pesanti opinioni su La Maddalena, il solito mal vezzo italico dell’’io ci vado perché conosco quello, e quell’altro è amico del mio amico’,
un vezzo che – ora lo stiamo constatando – sta portando l’Italia sottoterra. Sono anni che nostri colleghi scattano decine e decine di fotografie che immortalano nuotatori e nuotatrici beatamente immersi nelle acque della spiaggia rosa. Altro che raccolta di fondi! Preoccupiamoci piuttosto di far applicare la legge. Ma farla applicare per tutti, Harte compreso. Budelli, sicuramente, si salverà meglio così.




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